 Raccolta di quadri
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Critiche
Non vogliamo discorrere di magiche rappresentazioni o di fantastici
virtuosismi, ne vogliamo fare polemica alcuna. La pittura dell'artista vercellese
è davanti a noi, a nostro esclusivo beneficio, maturata nell'equilibrio
interiore, tale da condurre all'antica saggezza. Quella di colei che vuole e
sa affrontare le forme più concrete della vita umana e della natura con
un sottile senso di armonia.
Liberamente realista nella tecnica, intimamente legata al culto degli impressionisti
francesi (quali Monet, Manet, Renoir), non nasconde affatto la sua meraviglia
dinnanzi alle visioni paesaggistiche. Raccontando, sorridendo, il piccolo mondo
che la circonda, senza porsi degli obblighi particolari. Un insieme di cose
a misura d'uomo: vecchi portoni e mura decrepite, pergolati e balconi fioriti,
rustici e locande, canneti e radure di boschi. Ove gli ambienti in cui vivono
e lavorano i contadini vercellesi si dispiegano in incantato raccoglimento e
gli spazi consueti si nutrono di poesia e di momenti irripitebili.
Fedele alla pittura di tono, alle fusioni chiaroscurali, al modellato, Maria
Teresa Giuliano Francese si mostra semplice e naturale, sostenendo con la coscienza
della buona pitttura le leggi eterne della terra e del sole. Perciò nulla
di tormentato nelle sue composizioni, di angoscioso o morboso, solo la realtà
a portata di mano, guardata frontalmente; la prospettiva, la forma, il colore,
il chiaroscuro a stimolarla e farle dire quel che ha nel cuore e nello spirito.
Così, con audacia e misura, con serietà ed esperienza, prendendosi
determinate libertà nel limite della pittura, essa scandisce i volumi,
equilibra le masse, dimostrando con il suo linguaggio di stilistica compostezza
quanto il disegno ed il rapporto luminoso e cromatico possono influire sul suo
modo di dipingere e il suo carattere. Di figlia della terra, del buon contadino
che ha il senso solido della vita, per cui tutto ciò che fà deve
essere una cosa seria. Pittura come impressione, entro i limiti della ragione
e del sentimento si può dunque ben dire.
La pennellata è larga e improvvisa, il colore viene elaborato in funzione
della luce e dell'aria. Lo si avverte, oltre che nelle nature morte e nelle
dolci figure soprattutto quando dipinge le case di campagna o particolari di
esse. E' qui che essa obbedisce a regole di spazio e di tempo, di grazia e di
potenza costruttiva per giungere a scoprire completamente la propria forza espressiva.
Ha cercato la poesia delle cose semplici, Maria Teresa, e l'ha trovata sulla
soglia di casa, l'ha cercata con tenerezza, ammirazione ed adorazione nel passato
e nel presente, nella stratificazione dei ricordi e nelle azioni del momento
e noi siamo sicuri che è felice per le evocazioni trascorse e per quelle
che ancora si presentano, per quelle che prendono forma dagli avvenimenti e
dalla sua stessa insistenza.
(Antonio Oberti)
Una stupenda impressione di vendemmia. Anime chine strappano
grappoli rigonfi, in una sorta di festa rituale. Larghi tratti veloci, a colori
pastellati, morbidissimi, per esprimere il momento della gioia del raccolto.
L'atmosfera di pacata allegria, si respira nei toni rosati sapientemente dosati
nel quadro che è tutta un'armonia.
Diplomata all'Istituto di Belle Arti di Vercelli, allieva di Roncarolo, risente
della benefica grande scuola degli impressionisti, libera tuttavia da certe
memorie inventa nel ricordo situazioni di vita emozionanti.
(Claudia Ferraresi)
Nell'opera "Vita di Risaia", una particolare scena di cultura
che si esegue nella pianura Padana su un terreno sommerso da uno strato d'acqua
diviene per Maria Teresa Giuliano Francese l'occasione per creare un'opera in
bilico tra lirismo e rigore. Senza un dettagliato disegno, ma direttamente con
un cromatismo delicato ed arioso - ritmato preferibilmente su una gamma di grigi
con fresche e lievi accensioni di ocre, di rossi, di rosa e di azzurri - l'artista
traccia la struttura dell'immagine che, pur vivendo "en plein air",
sembra, per intima partecipazione affettiva, anzi oserei dire per l'assimilazione
delle figure al paesaggio, caricarsi, in una nebbia perlace appena vinta dalla
luce, di una maliconia magica.
(Anna Iozzino)
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Giuliano Mariateresa Fraz. Gerbidi n. 4 - Livorno Ferraris (VC)
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